IL GUSTO DEL RISO LUNGO LA VIA DELLA SETA

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Visto Cucina - IL GUSTO DEL RISO LUNGO LA VIA DELLA SETA

VistoCucina è felice di proporvi un avventuroso viaggio esotico oltre i confini del gusto con le deliziose ricette di RISO SCOTTI.

Ricette e foto di: Roberta Restelli
Blog: Il Senso Gusto www.ilsensogusto.blogspot.it


Visto Cucina - IL GUSTO DEL RISO LUNGO LA VIA DELLA SETATAHCHIN MORGH – IRAN

INTRODUZIONE

Lo stile della cucina iraniana è unico sebbene sia stato storicamente influenzato dalle tradizioni provenienti da stati confinanti, come la Turchia e l’Iraq, ma hanno anche influito cucine geograficamente più distanti come quella greca, quella dell’Asia centrale e per aspetti secondari, quella russa. Alcuni elementi della cucina iraniana sono stati adottati dalla cucina dell’India del Nord.

I piatti principali della cucina iraniana sono combinazioni di riso con carne di agnello, pollo o pesce insieme a verdure e alcune varietà di erbe fresche. Per raggiungere il gusto bilanciato e caratteristico della cucina iraniana, si utilizza zafferano, cannella e prezzemolo che sapientemente mescolati, sono aggiunti ad alcuni piatti.

L’impiego del riso nella cucina iraniana subì una rapida ascesa nel corso del XVI secolo. Tradizionalmente il riso era presente nei piatti della cucina del Nord dell’Iran e nelle case dei ricchi, mentre nel resto del Paese, il pane era l’elemento principale. Al giorno d’oggi, le varietà di riso maggiormente apprezzate per il loro aroma, sono quelle che vengono coltivate nel nord dell’Iran

Il Tahchin Morgh è un piatto a base di riso. E’ composto di due parti: lo strato inferiore, chiamato Tahdig (Tah=inferiore + dig=pentola), ottenuto mescolando la carne del pollo, lo zafferano e gli altri ingredienti e lo strato superiore composto di solo riso bianco.
Nella lingua Farsi, Tahchin significa “distribuito sul fondo” e Morgh ‘pollo’.

Fonte

https://persianmama.com/tahchin-morgh/

TAHCHIN MORGH

Ingredienti per 6 persone

6 cosce di pollo senza la pelle 480 ml acqua fredda
1 cipolla bionda media
Sale e Pepe

Per il riso

450 g di riso Basmati Riso Scotti
100 g yogurt magro non zuccherato
1 uovo grande
1/2 bustina di zafferano in polvere
15 ml olio di semi (da miscelare con lo yogurt e l’uovo)
45 ml di olio di semi
40 g di burro
1 cucchiaio di un mix di spezie (cannella, cumino, noce moscata, cardamomo) 30 g di burro a cubetti per la superficie del riso

Per la guarnizione: pistacchi al naturale

Procedimento

Pulire la cipolla e tagliarla in piccoli pezzi.
Disporre le cosce di pollo in una pentola, aggiungere il sale, il pepe e la cipolla tagliata a pezzi e 360 ml di acqua. Portare a bollore, poi abbassare la fiamma al minimo e cuocere per circa 1 ora e 30 minuti coprendo la pentola con un coperchio. Togliere le cosce di pollo e la cipolla dal brodo e farle raffreddare. Se avanza del liquido nella pentola, farlo ridurre fino ad ottenere mezzo bicchiere di brodo. Spegnere il fuoco e versare il brodo in una ciotola.
Non appena il pollo si sarà raffreddato, staccare la carne dalle ossa e ridurla a pezzi, unire la carne al brodo e mescolare. Lasciare riposare il pollo in frigorifero per 30-40 minuti. Questo passaggio può essere fatto in anticipo di qualche ora rispetto alla preparazione del riso. Lavare il riso fino a quando l’acqua non sarà trasparente. Tostare il riso in una padella con un cucchiaio di olio, aggiungere acqua bollente salata fino a ricoprire la superficie del riso. Portare ad ebollizione, abbassare la fiamma e cuocere a fuoco bassissimo con un coperchio per 6 minuti. Spegnere il fuoco e lasciare riposare per altri 10 minuti senza scoperchiare. Riscaldare il forno a 200 °C in modalità statica.
In una ciotola mescolare l’uovo, lo yogurt e 15 ml di olio. Aggiungere 180 g di riso cotto e mezza bustina di zafferano.
In una pirofila versare 45 ml di olio e il burro, infornare per circa 5 minuti fino a quando il burro non si sarà sciolto ed inizierà a sfrigolare. Estrarre dal forno.

Composizione

Primo strato: Versare il mix di riso e yogurt e coprire il fondo della pirofila.
Secondo strato: versare metà del riso bianco sulla superficie e spolverare con metà del mix di spezie.
Terzo strato: mescolare bene il pollo con il brodo e distribuirlo sulla superficie del riso. Quarto strato: terminare con il riso bianco coprendo il pollo, pressare per bene il riso con il retro di un cucchiaio. Spolverare con il mix di spezie.
Distribuire i cubetti di burro sulla superficie del riso.
Coprire la pirofila con un foglio di alluminio sigillando i lati. Incidere gli angoli e il centro del foglio con un coltello per creare delle fessura dalle quali uscirà il vapore.
Infornare per circa 45 minuti o fino a quando il riso non sarà dorato. Il fondo del Tahchin dovrà essere più scuro dei lati. Se così non fosse, infornare nuovamente.
Togliere dal forno, rimuovere il foglio di alluminio e passare un coltello lungo il bordo della pirofila. Ribaltare il Tahchin su un piatto e lasciare risposare 10 minuti prima di servire.

Guarnire con pistacchi tritati al coltello.


Visto Cucina - IL GUSTO DEL RISO LUNGO LA VIA DELLA SETAGELIN BUDU – TURKMENISTAN

INTRODUZIONE

Il tradizionale nomadismo turkmeno e le severe condizioni di vita nel deserto hanno modellato le abitudini culinarie dei turkmeni. La principale caratteristica della cucina turkmena è la sua semplicità sia per quanto riguarda gli ingredienti che i metodi di cottura.
La cucina turkmena è più simile a quella che troviamo in Turchia, in Medio Oriente, in Cina e nei paesi musulmani rispetto alla cucina russa. La ragione è da ricercare nel fatto che il Turkmenistan è un paese musulmano e pertanto, il maiale è quasi assente nelle preparazioni della cucina tradizionale le cui ricette a base di carne prevedono l’uso del montone, della pecora e del pollame. Il piatto più popolare in Turkmenistan è il Pilav, meglio noto come pilaf, o in russo, Plov. È preparato con carne di agnello, carote, riso e cipolla.

Il frutto più popolare in Turkmenistan e in generale nelI’Asia Centrale, è il melone. Dolce, delizioso e ricco di acqua è servito come dessert o come accompagnamento al tè. I mercati sono pieni di pile enormi di meloni che sono spesso dati in dono o come gesto di benvenuto e di addio.

l Gelin budu, o “cosce della sposa”, è il nome turkmeno-iracheno dato a queste morbide e dorate crocchette di carne (anche conosciute come Kubbat halab in arabo e Pirinç köftesi in turco). Ciò che rende unico questo piatto, oltre al nome insolito, è la crosta di riso impastata con la farina, che conferisce alle polpette un gusto e una consistenza unici.

Fonte

http://www.turkmenkitchen.com/en/gelin-budu-brides-thighs/ http://factsanddetails.com/central-asia/Turkmenistan/sub8_7b/entry-4820.html

GELIN BUDU

Per 16 pezzi

Ripieno

250 g di carne di manzo macinata (o agnello) 1/2 cipolla bianca media tritata
1 spicchio di aglio tritato
1 cucchiaio di prezzemolo tritato

sale e pepe
1 cucchiaio di olio di semi

Per il guscio

1 patata di media grandezza 250 g riso Originario Riso Scotti sale
15 g farina 00

abbondante olio di semi per friggere

Procedimento

Scaldare l’olio in una padella, unire tutti gli ingredienti del ripieno (tranne il prezzemolo) e cuocere a fuoco medio per 15 minuti. Alla fine, a fiamma spenta, aggiungere il prezzemolo e mescolare. Versare la carne in una ciotola e lasciarla raffreddare.
In una pentola lessare la patata con la buccia fino a quando non sarà morbida. Togliere la patata, salare l’acqua, aggiungere il riso e cuocere per 20 minuti.

Pelare la patata. Versare il riso in una ciotola e mescolarlo con la patata utilizzando le mani fino a quando non sarà ben amalgamato. Versare la farina fino ad ottenere una mistura appiccicosa.
Dividere l’impasto in 16 parti uguali e con le mani umide, formare delle palline.

Mettere una pallina nel palmo della mano sinistra, schiacciare con l’indice della mano destra nel mezzo per formare un incavo. Continuare ad allargare la pallina fino a formare un guscio. Tenere umide le mani per agevolare la costruzione di un guscio sottile.
Riempire il guscio con il ripieno di carne, richiudere il guscio formando un ovale pressando bene. Continuare con le altre palline fino ad esaurimento. Conservare i Gelin Budu in frigorifero fino a quando non verranno fritti.

In una pentola, scaldare abbondante olio di semi e friggere i Gelin Budu in gruppi di 4-5, fino a quando non saranno doranti. Servire caldi con un pizzico di sale.


Visto Cucina - IL GUSTO DEL RISO LUNGO LA VIA DELLA SETATUY PALOVI – UZBEKISTAN

INTRODUZIONE

La cucina uzbeka è più simile a quella che troviamo in Turchia, in Medio Oriente, in Cina e nei paesi musulmani rispetto alla cucina russa. La ragione è da ricercare nel fatto che l’Uzbekistan è un paese musulmano e pertanto il maiale è quasi assente nelle preparazioni della cucina tradizionale. A differenza dei loro vicini nomadi, gli uzbeki sono da secoli un popolo stanziale. Tra i deserti e le montagne, nelle oasi e nelle valli fertili, gli uzbeki hanno coltivato grano e allevato animali domestici. La conseguente abbondanza di prodotti ha permesso a questo popolo di esprimere la loro forte tradizione di ospitalità, che ha contribuito ad arricchire la loro cucina.

Il pane rotondo, chiamato lepyoshka, e il riso sono le basi della cucina uzbeka. Nei mercati si trova una vasta selezione di meloni, frutta, verdura, frutta secca e noci. Il miglior cibo uzbeko è servito nelle case private e include piatti semplici e senza pretese. Le stagioni, in particolare l’inverno e l’estate, influenzano notevolmente la composizione delle preparazioni. In estate frutta, verdura e frutta a guscio, sono onnipresenti. La dieta invernale è tradizionalmente costituita da frutta e verdura disidratata e conservata.

Il Plov è uno dei piatti principali della cucina uzbeka, tipicamente cucinato con riso, pezzi di carne, carote e cipolle. Solitamente è cotto in un kazan, una pentola simile al wok, tradizionalmente posto su una buca appositamente scavata nel terreno, in cui viene acceso il fuoco

Ci sono circa 200 diverse varietà di Plov; a seconda del tipo di Plov cucinato, un piatto viene considerato di uso quotidiano, speciale o occasionale.
Una leggenda è legata all’origine del Plov: si racconta che un principe si innamorò di una bella fanciulla che apparteneva ad una famiglia povera e umile. Non riuscendo a sposarla il principe cominciò a rifiutare il cibo; per cercare di guarirlo, il re invitò un grande medico che suggerì di nutrire il principe con un piatto calorico, il “Palov Osh”. Questo spiega la presenza di questo piatto nei matrimoni uzbeki. Questo tipo di Palov è chiamato “Tuy Palovi” perché è preparato soprattutto per matrimoni. I pilaf per matrimoni sono sempre cucinati dagli uomini, perché nella tradizione uzbeka è prevista una grande festa con almeno 500-1000 persone e diversi kilogrammi di cibo sono utilizzati per la preparazione di questo piatto.

Fonte

http://uzbekcooking.blogspot.it/2010/02/tuy-palovi-wedding-pilaf.html http://factsanddetails.com/central-asia/Uzbekistan/sub8_3d/entry-4712.html

TUY PALOVI

Ingredienti per 6-8 persone

500 g di carne di manzo tagliata a pezzi
400 g di carote, pelate e tagliate a bastoncini
2 grandi cipolle pelate e tagliate a fette sottili
100 ml di olio di semi
2 teste di aglio
600 ml di acqua
150 g di ceci secchi (ammollarli per 8 ore in acqua) 100 g di uvetta sultanina

450 g di riso Jasmine Riso Scotti
1 cucchiaio di coriandolo in polvere 2 cucchiai di curcuma
1 cucchiaio di semi di cumino
sale

Procedimento

Versare l’uvetta in una ciotola e coprirla con acqua tiepida.
Lavare il riso fino a quando l’acqua non sarà limpida. Scolarlo e tenerlo da parte.
Scaldare l’olio in una padella (meglio ancora se usiamo un wok), versare la carne e rosolare bene; aggiungere le cipolle e cuocere fino a quando non saranno dorate; aggiungere le carote e continuare la cottura per 5 minuti.
A partire da questo punto gli ingredienti non andranno mai mescolati ma aggiunti a strati uno sopra l’altro. Versare 600 ml di acqua e i ceci ammollati. Portare l’acqua ad ebollizione, abbassare la fiamma e aggiungere le teste d’aglio eliminando solo la buccia esterna senza separare gli spicchi; cuocere per 50 minuti a pentola coperta. Aggiungere l’uvetta e continuare la cottura per altri 10 minuti; cospargere la preparazione con la curcuma, il cumino, il coriandolo e il sale. Cuocere a fuoco lento per 10 minuti. Togliere le teste d’aglio, aggiungere il riso e coprirlo a filo con l’acqua. Portare ad ebollizione. Abbassare la fiamma al minimo e cuocere fino a quando il riso non sarà cotto (ci vorranno circa 5 minuti). Prima di servire, mescolare il riso con delicatezza.


Visto Cucina - IL GUSTO DEL RISO LUNGO LA VIA DELLA SETAOSHI PALOV – TAJIKISTAN

INTRODUZIONE

“Il riso era (e in alcuni luoghi lo è ancora) un cibo riservato agli ospiti più importanti. Non importava quanti altri piatti fossero stati preparati, senza il riso il pasto era considerato povero. Come il sale, il riso non poteva essere prodotto dai terreni del Pamir occidentale. Shali era il nome del riso che fu importato, una deliziosa varietà che veniva scambiata per grandi quantità di lana Pamiri. Era così prezioso che nella valle di Wakhan, lasciare cadere anche un singolo grano di riso equivaleva a far cadere la reliquia di un santo”.

Tratto da “With Our Own Hands – A Celebration of Food and Life in the Pamir Mountains of Afghanistan and Tajikistan” di Frederik van Oudenhoven e Jamila Haider.

Il Tajikistan si trova in un’area in prevalenza montuosa e lo stile della cucina si è sviluppato adattandosi al clima e alle risorse locali. Nella maggior parte dei piatti è assente la carne ma c’è abbondanza di verdure.
Come già avviene nella cucina delle nazioni confinanti, il Tajikistan utilizza per lo più il montone nei piatti a base di carne. I piatti tradizionali, contengono anche riso e fagioli, preparati in molti modi. I cibi più popolari nel Paese sono il Palov (o Pilaf) e il Manty.

Nel 2016, l’Oshi Palov è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio culturale intangibile dell’umanità. Il piatto è preparato sia per i pasti quotidiani, che in occasione di eventi sociali quali celebrazioni e riti. Conosciuto come il “re dei pasti”, il Palov utilizza verdure, riso, carne e spezie, e ne esistono fino a 200 varietà. L’importanza del piatto per le comunità del Tajikistan è sintetizzata nel detto popolare “Se hai mangiato Oshi Palov da qualcuno, devi rispettarlo per 40 anni”.

Gruppi di uomini o di donne preparano il piatto sia nelle loro case o nelle case da tè mentre socializzano o suonano musica e cantano. La conoscenza legata alla pratica è trasmessa tra generazione nelle famiglie e nelle scuole di cucina.

Fonte

https://gcyp.wikispaces.com/Oshi+Palov https://simerg.com/2017/01/07/plov-pilaf-rice-king-of-meals-in-tajikistan-is-now-on- unescos-representative-list-of-the-intangible-cultural-heritage-of-humanity/

OSHI PALOV

Ingredienti per 4 persone

400 g riso Jasmine Riso Scotti
8 cucchiai olio di semi
300 g carne di manzo a pezzetti 1 cipolla

4 carote
4 uova
2 mela cotogna (oppure 2 patate) 2 spicchi d’aglio
acqua
sale

Procedimento

Lavare il riso fino a quando l’acqua non sarà limpida. Scolarlo e tenerlo da parte.
Pulire le carote e tagliarle a bastoncini. L’aglio non dovrà essere spelato.
In una pentola scaldare l’olio, versare la carne e farla rosolare per qualche minuto. Unire la cipolla tagliata e fette, le carote, l’aglio e le mele cotogne sbucciate (o le patate) tagliate in 4 parti. Coprire la pentola con un coperchio e cuocere per circa 25 minuti; togliere l’aglio e le mele cotogne (o le patate). Versare il riso nella pentola e aggiungere acqua bollente salata fino a coprirlo a filo, chiudere la pentola con un coperchio e proseguire la cottura per 5 minuti. E’ importante non mescolare mai la preparazione durante la cottura del riso. Mentre cuoce il riso, lessare a parte le uova. A cottura ultimata, aggiungere la patata e regolare di sale se necessario. Mescolare delicatamente.
Servire il riso con la carne e le uova.

XINJIANG UYGHUR POLO – CINA

Visto Cucina - XINJIANG UYGHUR POLO - CINA

CINA (Regione dello Xinjiang)

INTRODUZIONE

La regione dello Xinjiang, all’estremo occidentale della Cina, è un luogo di estrema bellezza naturale, piena di montagne innevate e deserti rocciosi. Situata nel punto di incontro tra Kazakistan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Afghanistan e Pakistan, è sede del popolo turco-islamico Uyghur. Per secoli le città di questa regione che sorgevano lungo l’antica Via della Seta, hanno fornito un porto sicuro e un sostegno nel passaggio tra il Medio Oriente e l’Impero Cinese. In un tempo lontano, oltre l’ultimo avamposto della Grande Muraglia cinese, i prigionieri dell’Imperatore erano espulsi in quest’area in prossimità nel deserto, con la certezza che sarebbero morti. Oggi questa zona è piena di vita, di colori e di sapori.

I sapori associati al Medio Oriente predominano: cumino, peperoncino, aglio e zafferano, insaporiscono piatti a base di peperoni, pomodori e melanzane. La carne è caratteristica della cucina di questa regione e in molte preparazioni è cotta insieme al riso, il cosiddetto Polo. Il pane, chiamato nang, simile a quello indiano, è presente ad ogni pasto, insieme al tè nero profumato con zafferano e petali di rosa.

Il cibo uyghuri è caratterizzato da montone, manzo, cammello, pollo, oca, carote, pomodori, cipolle, peperoni, melanzane, sedano, vari prodotti lattiero-caseari e frutta. Una prima colazione in stile uyghuri è a base di tè con pane, panna acida, olive, miele, uva passa e mandorle. Gli uyghuri amano servire agli ospiti tè, naan e frutta prima che i piatti principali siano pronti. I gruppi etnici presenti nella regione dello Xinjiang hanno generalmente diversi metodi di cottura e di consumo del cibo. Gli Han utilizzano le bacchette, mentre i Kazaki mangiano con le mani. Tuttavia la maggior parte dei cibi uyghuri sono mangiati con le bacchette, un’abitudine che è stata adottata dalla cultura cinese di Han nel XIX secolo.

Fonte

http://thewoksoflife.com/2016/09/lamb-rice/

https://en.wikipedia.org/wiki/Xinjiang_cuisine

XINJIANG UYGHUR POLO

Ingredienti per 4 persone

350 g di riso Jasmine Riso Scotti
600 g di manzo misto a pezzi (o agnello) 900 ml di acqua
3 fette di zenzero
3 cucchiai di olio di semi
1 cipolla media tagliata a dadini
4 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaino di semi di cumino
400 g di carote tagliate a strisce
50 g di uvetta sultanina ammollata
sale

Procedimento

Lavare il riso fino a quando l’acqua non sarà diventata trasparente, scolarlo bene e tenerlo da parte.
In una pentola portare a bollore l’acqua, aggiungere la carne privata del grasso, lo zenzero e lasciare bollire per un paio di minuti. Spegnere il fuoco. Con un mestolo forato scolare la carne, filtrare l’acqua e tenerla da parte per la cottura del riso.

Scaldare l’olio in una padella. Aggiungere il grasso scartato dalla carne e cuocere fino a farlo diventare croccante. Abbassare la fiamma e cuocere per circa 8 minuti fino a quando il grasso non si sarà colorito. Aggiungere le cipolle e cuocerle fino a quando non saranno diventate trasparenti. Alzare la fiamma, aggiungere la carne sbianchita e farla rosolare per bene su tutti i lati. Aggiungere la salsa di soia, il cumino e mescolare bene. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco basso per 20 minuti aggiungendo un po’ di acqua usata per sbianchire la carne. Aggiungere le carote e l’uvetta e cuocere per 5 minuti. Spegnere il fuoco, versare il riso nella padella e distribuirlo sulla superficie in modo uniforme. Versare sul riso il liquido avanzato tenuto da parte fino a coprire a filo il riso. Portare a bollore, coprire la padella e abbassare la fiamma al minimo. Cuocere per circa 5 minuti, spegnere il fuoco e lasciare riposare per circa 8-10 minuti.

Una volta che il riso è cotto, mescolare gli ingredienti e regolare di sale, se necessario.

SHIRIN PALOO – KYRGYZSTAN

Visto Cucina - SHIRIN PALOO - KYRGYZSTAN

SHIRIN PALOO – KYRGYZSTAN

INTRODUZIONE

Il Kyrgyzstan si trovava al crocevia della Via della Seta e sulle rotte delle carovane che portarono in quell’area non solo beni commerciali, ma anche culture differenti: romana e greca, turca e persiana, araba e indiana, cinese e russa che si mescolarono con la cultura e le tradizioni dell’Asia centrale. Di conseguenza la cucina kirgica ha assorbito elementi di tutte le culture con cui è entrata in contatto, anche se è ancora possibile trovare piatti che hanno preservato la loro identità originale e nazionale. La cucina del Kyrgyzstan mantiene i legami con le tradizioni nomadi del paese. La base della dieta della popolazione del Kyrgyzstan -e della maggioranza dei popoli tradizionalmente nomadi dell’Asia Centrale- sono la carne di montone bollita, il pane rotondo tostato, il riso e il tè, mescolati con latte di pecora o di cavallo. I kirghizi sono appassionati di carne equina e utilizzano la panna acida, lo yogurt e la salsiccia per insaporire il cibo. La carne è uno dei fondamenti della cucina in Kyrgyzstan poiché la vita nomade non ha consentito la coltivazione di frutta e verdura.

Nella cultura kirgica, molti piatti hanno un’importanza rituale e sono collegati a particolari festività del calendario. Anche se questi piatti sono di grande interesse, purtroppo molti di essi sono stati dimenticati e caduti in disuso, mentre altri, che in precedenza avevano un significato rituale, si stanno progressivamente trasformando in piatti quotidiani.

Gli uomini sono spesso considerati i migliori cuochi perché in molti pensano che le donne rovinino il cibo cucinato per gli altri – sebbene nella Yurta (l’abitazione mobile usata dalle popolazioni nomadi dell’Asia) la cucina sia collocata dal lato dedicato alle donne. Se in molti Ashkana (case da tè o caffè) e ristoranti i cuochi sono uomini, le donne sono più comunemente impiegate nei luoghi che servono cucina russa o europea. Una delle caratteristiche essenziali della cucina kirgica è che i piatti devono preservare il loro gusto e il loro l’aspetto. Ad esempio, non ci sono quasi mai piatti che contengono carne macinata o tagliata a pezzetti (seppure con delle eccezioni). Inoltre i piatti kirghizi tendono ad avere un gusto semplice; le salse e le spezie sono utilizzate in piccole quantità e sono destinate solo a far emergere il gusto del piatto e non a cambiarlo.

Paloo è la versione kirgica di quello che si chiama generalmente Plov nella cucina asiatica centrale. È costituito da pezzi di carne (generalmente carne di montone o di manzo, a volte pollo) fritti in un grande qazan (un calderone in ghisa) e mescolati con carote tritate fritte, jiucai (erba cipollina cinese) e riso cotto. Il piatto è guarnito con spicchi di aglio fritto e peperoni rossi. Lo Shirin Paloo è un piatto vegetariano in cui la carne è sostituita con frutta disidratata, come prugne, albicocche e uva passa.

Fonte

http://www.kyrgyzchildrensfuture.org/kyrgyz-culture/kyrgyz-recipes/shirinpaloo/

https://en.wikipedia.org/wiki/Kyrgyz_cuisine http://factsanddetails.com/central-asia/Kyrgyzstan/sub8_5b/entry-4765.html

SHIRIN PALOO

Ingredienti per 4 persone

200 g riso basmati Riso Scotti acqua
5 cucchiai di olio di semi
2 carote pelate e tagliate a julienne 2 cipolle tritate

70 g di albicocche disidratate
70 g uvetta cilena (o sultanina) ammollata 70 g di prugne disidratate
1 cucchiaino di cannella in polvere
sale

Procedimento

Lavare il riso fino a quando l’acqua non sarà diventata trasparente, scolarlo bene e tenerlo da parte.
Scaldare l’olio in una padella. Soffriggere le carote e le cipolle fino a quando non saranno morbide (circa 5 minuti). Aggiungere il riso e poi l’acqua fino a ricoprirlo. Aggiungere la frutta disidratata avendo l’accortezza di tagliarla in piccoli pezzi. Aggiungere il sale e la cannella. Riportare a bollore, coprire la padella con il coperchio, abbassare la fiamma al minimo e cuocere per circa 7 minuti, spegnere il fuoco e lasciare riposare per 5 minuti.

Servire il riso come accompagnamento ad altri piatti.